La Fattoria Autonoma Tabacchi sorse, nel 1911, per decisione di 6 agricoltori. I 6 non furono indotti all'iniziativa da un programma ben delineato ma dalla necessità contingente di superare una difficoltà improvvisamente sopraggiunta: il crack del Sindacato Bastogi per conto del quale, da anni, essi coltivavano il tabacco. Il prestigio dei promotori, in fama di avveduti agricoltori, indusse altri a seguirne l'esempio; la fila, in breve, s'ingrossò.

L'accresciuta mole aziendale impose di dare una disciplina societaria al rapporto che si era andato creando fra i partecipi dell'iniziativa; nel 1924, essendo gli agricoltori associati 230 e 700 gli ettari coltivati a tabacco, la Fattoria assunse la veste di "Società Civile", la forma più labile del rapporto sociale; la scelta cadde sulla "Società Civile” perché non si volle che una entità giuridica si contrapponesse alle persone dei Soci, che un capitale sociale avesse un interesse da tutelare in contrasto con quello dei Soci e che una volontà ispirata da fini diversi prendesse il sopravvento. Si volle, cioè, che fosse la somma dei Soci e non un ente distinto dai Soci. Fu così che alla fase dell'organizzazione spontanea fece seguito la fase dell'organizzazione finalizzata e programmata.

La formula “Fattoria”, originale e se si vuole anomala, ebbe successo: nel breve volgere di anni la Fattoria crebbe di mole fino a diventare la più grossa concessionaria ed il polo di riferimento obbligato per chi si dedicava alla coltivazione del tabacco.
Superate le difficoltà politiche proprie di quel momento e respinte le bramosie di chi intendeva attentare alla sua autonomia, la Fattoria affrontò con fattiva serenità le peripezie del periodo bellico e facendo affidamento sulle sue sole forze non soltanto pose riparo ai grossi guasti della guerra, ma accelerò il ritmo della sua crescita confermandosi azienda leader del suo settore.
Firmato il Trattato di Roma, istitutivo della CEE, la Fattoria guardò in faccia alla realtà e, senza darsene pena, si predispose ad operare in regime di mercato. Questo atteggiamento realistico e responsabile attirò sulla Fattoria la scomposta reazione di chi non poteva adattarsi alla rinuncia ai molti privilegi che il regime di monopolio garantiva ed ingigantiva.
Le aggressioni di cui fu oggetto non distolsero la Fattoria dal portare avanti i suoi programmi di rinnovamento.

Per vedere realizzato un programma molto più vasto ed organico la F.A.T. creò la Pro Agri Consorzio Produttori Agricoli Società Cooperativa a responsabilità limitata, dando così il via alla terza fase della sua crescita che la pose al centro di un grosso sistema.

Ma a ben vedere se molto è cambiato, il disegno dei 6 promotori è rimasto immutato: i 6 si accinsero all'impresa per superare una difficoltà e per superare la difficoltà si associarono; le difficoltà che si presentano agli agricoltori anche oggi sono molte ed investono tutti i settori della attività agricola.

La "fattoria" nell'organizzazione agricola mezzadrile era il centro unificante che coordinava le azioni e gli interventi, che gestiva le risorse e che predisponeva i programmi produttivi; scaduta ad episodio l'organizzazione agricola mezzadrile, ingigantiti i problemi gestionali, richiesta una capacità tecnica ed amministrativa di livello prima sconosciuto ed investimenti di mole eccezionale, si rendeva indispensabile la creazione di un nuovo centro unificante che avesse mezzi e strumenti tali da consentire il confronto con le nuove realtà e, soprattutto, con il mercato.

Questo centro unificante è la Fattoria che ha mezzi, capacità e fantasia che le danno una forza contrattuale tale da svincolare i suoi Soci dalla soggezione del mercato.

La Fattoria propone con i fatti un modello di associazione originale basato sulla volontarietà e sull'interesse: un modo nuovo che consente di realizzare i risultati che, in altri paesi, organismi diversi perseguono, ma, senza coercizione, senza vincoli, senza aspettative miracolistiche; soprattutto in piena libertà.

Il nuovo modello di gestione che la Fattoria propone se non appiattisce le differenze economiche più accentuate offre a tutti la possibilità di accedere ai più sofisticati strumenti operativi nel rispetto della libertà dei singoli.
Quanto sopra per delineare l’influenza della FATTORIA nello sviluppo economico industriale del comprensorio. Molto essa ha contribuito a evolvere le condizioni socio economiche degli abitanti di Città di Castello, tanto che il ricordo ingenera sentimenti nostalgicamente profondi.

I tempi cambiano, per nostra fortuna, e la Fattoria è pronta, come sempre, a cambiare adattando i suoi mezzi e i suoi programmi operativi, nel più assoluto rispetto dello spirito originale.
Nuovi organismi sovra-nazionali si presentano nel panorama politico economico e dettano le nuove regole. La debole influenza della CEE e successivamente la autorevole presenza della Unione Europea ha reso necessari degli adeguamenti nell’organigramma della sua struttura istituzionale e operativa.

Aspetto culturale esercitato dalla trasmissione d’azienda Radio F.A.T., strumento di diffusione di parodie di canzoni, spaccati di vita aziendale, brani di satira e veline proposte con il “nulla osta” del Dott. Silvio Donadoni. Agosto 1951.

Denominazione

Fattoria Autonoma Tabacchi Soc. Coop Agricola
Via G. Oberdan, 12 - 06012 Città di Castello PG (ITALY)

Dati società

C.F. e P.IVA 00165600545
Reg. Imprese Perugia N. 00165600545
R.E.A./ CCIAA Perugia n.14906
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